Il gruppo di teatro del liceo cantonale di Lugano 3 sta lavorando sull'Antigone di Jean Anouilh!
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Semiramide e i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue evoluzioni di tono e intenzione nel parlare, nel momento in cui è protagonista de Le sedie di Ionesco
All'inizio di questa pièce la vecchia Semiramide si presenta come una donna seccata, annoiata dal marito che deve sopportare da ormai 75 anni, ma che ama ancora poiché continua nonostante tutto a chiamarlo "tesoro".In seguito cambia totalmente tono di voce, passando all'ammirazione per il vecchio e per il suo talento ( " Gira, gira, piccolo mio...ah sì, tu sei certamente un grande sapiente. Tu hai molto talento, tesoro mio. [...]"). Mentre dice ciò si nota in lei un istinto materno visto che lui le si siede sopra le gambe come fosse un bambino. Nell'ultima battuta di questa prima parte (" Eri più allegro quando guardavi l'acqua...") c'è un pizzico di nostalgia dei vecchi tempi. A1(Priscilla)
La mia vecchia (pag. 43) inizialmente ha gli attegiamenti di un bambino che aspetta impazientemente l'inizio di una storia meravigliosa, una storia che lo condurrà attraverso un sogno ad occhi aperti. Essa implora il marito facendogli delle piccole moine (“Gioia mia”, “tesoro mio”, “cuoricino mio”,..) finché lui non accetta e comincia a narrare (pag. 44 “allora si arrivò presso un grande cancello...”), creando improvvisamente attorno alla vecchia una sorta di dimensione nuova, in cui lei diventa sognante, quasi nostalgica. Quest'atmosfera un po' sovrannaturale si spezza quando lei afferma, in modo vagamente sarcastico, che Parigi non è mai esistita. A pagina 45, quando la donna torna a dire per la seconda volta che suo marito sarebbe potuto essere qualcuno di importante a questo mondo, la sua voce assume inizialmente un tono di rimprovero che sfuma in sognante prima di lasciare nuovamente il posto alla curiosità per la storia, curiosità che dura poco, perchè subito la vecchia comincia a ridere a crepapelle ( anche un po' follemente) e si calma solo quando ribadisce al suo vecchio la sua opportunità persa di usare il talento che egli possiede. Dopo questo episodio la personalità della vecchia si tramuta rapidamente in quella di una madre che rassicura e consola affettuosamente il suo piccino, spronandolo a non abbatersi (pag. 47 “Non ridurti in questo stato..tu hai delle qualità eccezionali, mio piccolo maresciallo...”). A pagina 48 i due sono nuovamente immersi in quell'atmosfera da sogno che caratterizzava la storia. A2 (Chiara C.)
Liceo di Lugano 3, a. s. 2024-2025, Laboratorio di teatro - comunicazione Il laboratorio di teatro è tenuto dalla professoressa Lea Ticozzi e coinvolge gli studenti e le studendesse del liceo cantonale di Lugano 3. Fare teatro significa giocare con la propria voce e con il proprio corpo per conoscerli, significa considerare il valore dei movimenti e delle azioni che si compiono per dar vita a gesti quotidiani e straordinari. Cosa sono l'essenza di un personaggio, l'intonazione della sua voce e l'espressività di un suo gesto? L’attività del teatro permette di osservare e comprendere meglio se stessi e le proprie potenzialità espressive, costruendo una consapevolezza del proprio agire sul palcoscenico e nel quotidiano, di fronte a se stessi e ad altri. E se fare teatro vuol dire tutto questo, allora significa anche imparare a conoscere megl...
Spettacolo di sabato 28 aprile Tutti pronti per partire. Breve e intenso viaggio nel mondo del teatro! Fotografia @Corso per adulti diretto dalla fotografa Michou Manzolini Bühring
All'inizio di questa pièce la vecchia Semiramide si presenta come una donna seccata, annoiata dal marito che deve sopportare da ormai 75 anni, ma che ama ancora poiché continua nonostante tutto a chiamarlo "tesoro".In seguito cambia totalmente tono di voce, passando all'ammirazione per il vecchio e per il suo talento ( " Gira, gira, piccolo mio...ah sì, tu sei certamente un grande sapiente. Tu hai molto talento, tesoro mio. [...]"). Mentre dice ciò si nota in lei un istinto materno visto che lui le si siede sopra le gambe come fosse un bambino. Nell'ultima battuta di questa prima parte (" Eri più allegro quando guardavi l'acqua...") c'è un pizzico di nostalgia dei vecchi tempi.
RispondiEliminaA1(Priscilla)
La mia vecchia (pag. 43) inizialmente ha gli attegiamenti di un bambino che aspetta impazientemente l'inizio di una storia meravigliosa, una storia che lo condurrà attraverso un sogno ad occhi aperti.
EliminaEssa implora il marito facendogli delle piccole moine (“Gioia mia”, “tesoro mio”, “cuoricino mio”,..) finché lui non accetta e comincia a narrare (pag. 44 “allora si arrivò presso un grande cancello...”), creando improvvisamente attorno alla vecchia una sorta di dimensione nuova, in cui lei diventa sognante, quasi nostalgica. Quest'atmosfera un po' sovrannaturale si spezza quando lei afferma, in modo vagamente sarcastico, che Parigi non è mai esistita.
A pagina 45, quando la donna torna a dire per la seconda volta che suo marito sarebbe potuto essere qualcuno di importante a questo mondo, la sua voce assume inizialmente un tono di rimprovero che sfuma in sognante prima di lasciare nuovamente il posto alla curiosità per la storia, curiosità che dura poco, perchè subito la vecchia comincia a ridere a crepapelle ( anche un po' follemente) e si calma solo quando ribadisce al suo vecchio la sua opportunità persa di usare il talento che egli possiede.
Dopo questo episodio la personalità della vecchia si tramuta rapidamente in quella di una madre che rassicura e consola affettuosamente il suo piccino, spronandolo a non abbatersi (pag. 47 “Non ridurti in questo stato..tu hai delle qualità eccezionali, mio piccolo maresciallo...”).
A pagina 48 i due sono nuovamente immersi in quell'atmosfera da sogno che caratterizzava la storia.
A2 (Chiara C.)