Leòn Steponovitch Tolchinsky, è l'unico personaggio all'inizio dell'opera che presenta un carattere proprio, una propria identità ed è talmente legato ad essa che continua a insistere su questa caratteristica. Leon inoltre è una persona estremamente entusiasta ma molto leale, non vuole attribuirsi meriti che non gli competano, "beh, per essere sinceri, ho passato due anni in una scuola elementare di Mosca ad insegnare ai pargoli le nozioni fondamentali". Quello che Leon vede nell'insegnamento non è un lavoro ma una missione, la missione che gli permette di dare stabilità alla sua identità precedentemente citata. (il seguito devo ancora elaborarlo)
Scritto da Paolo Colciaghi su fb, gruppo teatro lilu1 versione 2012, domenica 22 gennaio 2012
Se non le dispiace, prof., commento Leon qui anziché sul blog.
Secondo me è un brav'uomo, idealista, appassionato del proprio lavoro. Tuttavia, è fastidiosamente sicuro di sé, a tratti davvero "immodesto". Verso gli stupidi all'inizio si dimostra addirittura snob. A volte assomiglia alla caricatura del buono, soprattutto con quell'accentuare le sue doti positive, che talvolta è eccessivo. Anche quell'idealismo così esplicito e ostentato ha quell'effetto. Il suo amore così forte per una ragazza che ha viso una sola volta in vita sua mi fa pensare che in realtà sia molto più superficiale di quanto non si creda. È un amore molto più sensuale che non romantico e non si basa su altro che sull'aspetto di Sophia, inizialmente. Ciò che ho detto negli ultimi due paragrafi mi fa credere che l'idea del buono sia quella che un professore di italiano chiamerebbe "antifrasi", con l'effetto di una critica alla visione classica dell'eroe positivo e perfetto.
Se si vuole rimanere con i piedi per terra: è un brav'uomo, ma ha diversi grossi difetti, che tendono ad affievolirsi verso la fine.
Liceo di Lugano 3, a. s. 2024-2025, Laboratorio di teatro - comunicazione Il laboratorio di teatro è tenuto dalla professoressa Lea Ticozzi e coinvolge gli studenti e le studendesse del liceo cantonale di Lugano 3. Fare teatro significa giocare con la propria voce e con il proprio corpo per conoscerli, significa considerare il valore dei movimenti e delle azioni che si compiono per dar vita a gesti quotidiani e straordinari. Cosa sono l'essenza di un personaggio, l'intonazione della sua voce e l'espressività di un suo gesto? L’attività del teatro permette di osservare e comprendere meglio se stessi e le proprie potenzialità espressive, costruendo una consapevolezza del proprio agire sul palcoscenico e nel quotidiano, di fronte a se stessi e ad altri. E se fare teatro vuol dire tutto questo, allora significa anche imparare a conoscere megl...
Spettacolo di sabato 28 aprile Tutti pronti per partire. Breve e intenso viaggio nel mondo del teatro! Fotografia @Corso per adulti diretto dalla fotografa Michou Manzolini Bühring
Leòn Steponovitch Tolchinsky, è l'unico personaggio all'inizio dell'opera che presenta un carattere proprio, una propria identità ed è talmente legato ad essa che continua a insistere su questa caratteristica.
RispondiEliminaLeon inoltre è una persona estremamente entusiasta ma molto leale, non vuole attribuirsi meriti che non gli competano, "beh, per essere sinceri, ho passato due anni in una scuola elementare di Mosca ad insegnare ai pargoli le nozioni fondamentali".
Quello che Leon vede nell'insegnamento non è un lavoro ma una missione, la missione che gli permette di dare stabilità alla sua identità precedentemente citata. (il seguito devo ancora elaborarlo)
Scritto da Paolo Colciaghi su fb, gruppo teatro lilu1 versione 2012, domenica 22 gennaio 2012
RispondiEliminaSe non le dispiace, prof., commento Leon qui anziché sul blog.
Secondo me è un brav'uomo, idealista, appassionato del proprio lavoro. Tuttavia, è fastidiosamente sicuro di sé, a tratti davvero "immodesto". Verso gli stupidi all'inizio si dimostra addirittura snob.
A volte assomiglia alla caricatura del buono, soprattutto con quell'accentuare le sue doti positive, che talvolta è eccessivo. Anche quell'idealismo così esplicito e ostentato ha quell'effetto.
Il suo amore così forte per una ragazza che ha viso una sola volta in vita sua mi fa pensare che in realtà sia molto più superficiale di quanto non si creda. È un amore molto più sensuale che non romantico e non si basa su altro che sull'aspetto di Sophia, inizialmente.
Ciò che ho detto negli ultimi due paragrafi mi fa credere che l'idea del buono sia quella che un professore di italiano chiamerebbe "antifrasi", con l'effetto di una critica alla visione classica dell'eroe positivo e perfetto.
Se si vuole rimanere con i piedi per terra: è un brav'uomo, ma ha diversi grossi difetti, che tendono ad affievolirsi verso la fine.